Cantine Agnanum visita e degustazione

Cantine Agnanum: Visita al vigneto con Raffaele Moccia e degustazione del suo “vino del giorno dopo”

Lo sapevate che Agnano nell’XI secolo era un lago?

Fino al 1870, quando si è provveduto a bonificare il territorio attraverso canali e un traforo per permettere  alle acque di confluire verso il mare, a Bagnoli.

Il suolo di Cantine Agnanum

Questa e altre scoperte ho fatto passeggiando nei vigneti di Cantine Agnanum, in compagnia del produttore Raffaele Moccia. Solo venendo qui si può avere visione chiara di cosa sia il suolo che identifica i Campi Flegrei:  sabbia, sabbia vulcanica, pietra pomice e pozzolana.

Qui il suolo si presenta come uno strato sabbioso, compatto a tal punto che può essere tagliato a fette, ma se lo tocchi con la semplice pressione di una mano, rivela la sua vera natura, molto fine e sabbiosa.
Il rapporto tra questo tipo di suolo e la pianta di vite è complesso. Infatti le radici delle piante tendono a riversarsi lateralmente e a radicare nella polvere. Di conseguenza la crescita avviene con molta lentezza, al punto che la produzione vera e propria della pianta inizia, a differenza di altri suoli, solo dopo il decimo anno di vita.
Questi terreni non consentono ne’ una rapida produzione, ne’ un eccesso di produzione, tenendo anche conto che molte di queste sono viti ultracentenarie.

In compenso però abbiamo davvero tanta qualità in bottiglia.

Il vigneto di Cantine Agnanum

Cantine Agnanum possiede un vigneto storico con piante di oltre 80 anni, il cui sistema di conduzione è da sempre la cosidetta pergola puteolana.

Questo è l’unico vigneto storico che si estende per circa due ettari sul territorio campano.

Da qualche anno Raffaele Moccia ha trasformato alcune pergole in filari, ciò per agevolare il passaggio per una migliore lavorazione in vigna.

Il Piedirosso dei Campi Flegrei è “ingovernabile” racconta Raffaele Moccia mostrando grappoli nascosti all’ombra, maturi e grappoli in pieno sole, ancora acerbi, seppur al 21 di settembre, “ci vuole pazienza bisogna capirlo il Piedirosso dei Campi Flegrei, assecondare le sue esigenze”.

Quest’anno, verrà raccolto per ultimo, più o meno verso la fine del mese di ottobre, “per San Raffaele insomma”.

Le uve Falanghina e Piedirosso dei Campi Flegrei  hanno questa peculiarità: crescono su un tipo di suolo, estremamente sabbioso, con un forte irraggiamento solare, godono della brezza marina che di continuo arriva su questa collinetta dal mare di Pozzuoli, e sono protette dalle correnti più fredde grazie al muro di cinta Borbonico che separa la proprietà di Cantine Agnanum dal bosco degli Astroni.

Inoltre la Fillossera della vite qui non ha potuto attecchire e le viti non sono state reinnestate: l’autenticità dei vini di Cantine Agnanum, a livello genetico è salva.

sabbia cantine agnanum
Tracce di volpi tra la sabbia del suolo di cantine Agnanum

 

 

 

 

 

 

 

 

foglie rosse del vigneto piedirosso

Raffaele Moccia è testimone dell’immutabilità di queste piante nel tempo e della loro riconoscibilità. Ad esempio, lo sapete che il colore rossiccio delle foglie di Piedirosso in questo periodo (settembre), è un fenomeno tipico. “Che ti fa individuare questo vitigno da molto lontano”.

 

Cantine agnanum filari di Piedirosso
I filari di Cantine Agnanum
raffaele moccia nel vigneto
Raffaele Moccia in vigna
varco verso il bosco degli astroni
Il varco delle volpi dal bosco degli Astroni

 

Degustazione deI Vini di Cantine Agnanum

Falanghina Campi Flegrei Doc bottiglia falanghina Cantine Agnanum

Abbiamo provato questo bianco con soli 20 giorni di affinamento in bottiglia e ciò nonostante mostra aromi intensi all’olfatto, una bella concentrazione di profumi su cui, predominano sentori di salvia e rosmarino: “ma questa è la Falanghina dei Campi Flegrei” afferma il produttore.

 

Leggi la scheda del vino di Si-wine

Vigna del Pino Falanghina Campi Flegrei Doc Agnanum

Ecco il cosidetto “vino del giorno dopo”, ovvero lo apri il sabato a pranzo e lo apprezzi, poi quello che rimane in bottiglia lo riprovi la domenica e lo apprezzi ancor di più. Vigna del Pino, appena 500 bottiglie prodotte nel 2014. Il produttore e l’enologo, Gianluca Tommaselli, dichiarano entrambi, che questo vino cominci a dare il meglio di se’ dopo 5/7 anni dalla vendemmia.

Pèr ‘e palumm Campi Flegrei Doc

Amanti del Piedirosso non fatevi scappare questo vino, con il suo profumo ricco e piacevole di frutta fresca e quella nota “terrosa” che ne fa un vino di pregio.

Piedirosso Vigna delle Volpi Campi Flegrei Doc bottiglie vini agnanum

Vigna delle Volpi, annata 2013, 600 bottiglie in totale. Le volpi che abitano il confinante bosco degli Astroni, hanno trovato il varco per andare nelle vigne di Cantine Agnanum a gustare la dolcezza di questi chicchi d’uva. E in effetti il vino profuma intensamente di frutta matura, e in bocca possiede il dono di una trama morbida.

Non aggiungo altro se non un meritato bravo a Raffaele Moccia e un grazie per la “lezione” sul territorio di Agnano e dei Campi Flegrei.

 

Pubblicato da

simona de pisapia

Volti, tradizioni, clima varietà di terreni, vitigni, esperienze, mani segnate dal lavoro in campagna, sono  aspetti che coinvolgono l'intero mondo del vino, e alcune regioni, come Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia e la nostra Campania stessa, stanno vivendo un vero e proprio rinascimento, grazie al coinvolgimento di tante persone. E di loro mi preme raccontare, attraverso un mezzo a me familiare: la degustazione del vino. Si va a degustare?

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