Il respiro del vino il libro di Luigi Moio

Il profumo è “il respiro del vino”, perchè un vino senza profumo è un vino morto… un vino che non respira.

 

Il libro del prof. Luigi Moio
“conoscere il profumo del vino per bere con maggiore piacere”

La capacità di saper trasferire conoscenza è una bellissima dote di cui il Professor Luigi Moio, docente di enologia all’università di Napoli, ha piena facoltà, bisogna dirlo!

Mi ha fatto molto piacere partecipare, la scorsa settimana, alla presentazione del suo libro, Il Respiro del Vino, a Salerno, ero già stata alla serata di Napoli a dicembre scorso presso il Centro Congressi federiciano di via Partenope.

E’ sempre un piacere ascoltare le sue parole, con il suo modo chiaro e diretto di comunicare. Ricordo una gita organizzata qualche anno fa in cantina a Mirabella Eclano, con amici più-che-appassionati: si era rivelata una vera e propria “lezione” .

L’altra sera invece, lo stile didattico, ha lasciato spazio a una piacevole e intima chiacchierata, ben introdotta dal direttore della libreria Mondadori.

Luigi Moio ci ha raccontato del suo libro, intrecciando il racconto con aneddoti della sua vita professionale e personale.

Voglio condividere con voi alcune delle sue riflessioni:

“…annusare il vino per sentirne il profumo quando si ha un calice di vino tra le mani è automatico, anche un astemio, pur non bevendo inizia a roteare il bicchiere dando inizio al rito della roteazione. Ciò rende evidente che il profumo è la parte più importante del vino”.

Ecco dunque il senso del titolo del libro: “Il respiro del vino”, perchè un vino senza profumo è un vino morto, un vino che non respira.

“Annusare il vino riporta immediatamente alla descrizione degli odori che generalmente si fa per analogia. Noi riconosciamo gli odori in un modo molto particolare, per immagini olfattive, il bello è che abbiamo la possibilità di percepire infiniti odori, (nasi biologici), per descriverli abbiamo bisogno di compararli con quelli che abbiamo in memoria. Il vino diventa uno strumento straordinario per riconoscere gli odori e quindi è un gioco divertente, attenzione però, perchè è un gioco che dura finchè non subentra l’azione psicotropa dell’alcol etilico e a quel punto riconoscere gli odori diventa più complesso”!

Il prof. Moio ha raccontato ancora di quanto si sia divertito a scrivere questo libro che è essenzialmente un libro sulla chimica degli odori del vino, ma allo stesso tempo uno studio in relazione ad una serie di discipline che lo affascinano da empre.

In sala era presente il produttore Luigi Maffini, ex-allievo del prof. Moio, che ha rivolto una domanda a proposito dell’Aglianico.

La risposta del prof. Moio: “L’Aglianico è di sicuro un grande vino, che ho iniziato a capire solo quando ho piantato quest’uva a sei metri dalla camera da letto! Infatti l’Azienda Quintodecimo è nata dall’esigenza di voler realizzare a tutti i costi, quello che dico ai miei studenti nelle aule universitarie.

Il segreto di un grande vino è dato dall’equilibrio tra i componenti chimici che generano le sensazioni: dolce, acida, salata, amara.  Bisogna saper individuare la sintonia perfetta tra il contesto pedoclimatico e la pianta e questo si può avere quando il vitigno è adatto alla zona di produzione. In sintesi: il grosso del lavoro è nella grande vigna“.

Cari wine-lovers leggetelo il libro è bello e utile a chiarire alcuni concetti fondamentali spesso “confusi”.

Buona lettura e buon fine settimana!

Simona

 

Pubblicato da

simona de pisapia

Volti, tradizioni, clima varietà di terreni, vitigni, esperienze, mani segnate dal lavoro in campagna, sono  aspetti che coinvolgono l'intero mondo del vino, e alcune regioni, come Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia e la nostra Campania stessa, stanno vivendo un vero e proprio rinascimento, grazie al coinvolgimento di tante persone. E di loro mi preme raccontare, attraverso un mezzo a me familiare: la degustazione del vino. Si va a degustare?

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